Salva le tartarughe marine: non usare le cannucce!

Il problema delle cannucce di plastica e dei loro danni sull’ecosistema. La denuncia del film “Straws” e del movimento “the last plastic straw”.

In Costa Rica, il Parco Nazionale di Las Baulas si occupa di salvare le tartarughe marine. Quando le vedono annaspare in mare, le recuperano e con una pinzetta le tolgono dal naso una cannuccia per bibite. Sono lunghe circa 10 centimetri e toglierle è molto doloroso, ma dopo qualche giorno la tartaruga guarisce e viene rimessa in mare.
La plastica è il principale elemento che inquina i nostri mari e i nostri oceani, un problema drammatico che necessita di una soluzione immediata perché la presenza di questo materiale nocivo sta rovinando l’ecosistema e danneggiando gli animali, ma sul ruolo delle cannucce in particolare e sugli enormi danni che provocano si sa ancora poco. Nel 2011 la californiana Jacki Núñez ha fondato il movimento “The last platic straw”, l’ultima cannuccia di plastica, con l’intento di sensibilizzare ed informare la realtà americana su quanto nocivo sia l’uso delle cannucce. D’altronde in America si usano circa 500 milioni di cannucce al giorno e, come ci dice la Núñez, attaccate tutte insieme farebbero il giro della Terra due volte. Ad immaginarla, la quantità è esorbitante. Un danno enorme per un qualcosa che in fin dei conti non è indispensabile per bere. Serve ai bimbi per bere dal bicchiere, ma gli adulti ne possono fare tranquillamente a meno. Grazie a questa campagna, molti locali americani si stanno sensibilizzando e abbandonando l’uso delle cannucce.
Quest’anno è uscito anche un film, intitolato semplicemente “Straws”, cannucce, presentato al festival Cinemambiente di Torino tra il 31 maggio e il 5 giugno, che ha riscontrato molto successo per la sua campagna di sensibilizzazione. Sperando che sempre più persone sostengano scelte di consumo sostenibili da non aver più bisogno del centro di Las Baulas.

Marianna Montagnana

Marianna Montagnana, 32 anni, laureata in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università di Trento, attualmente lavora come organizzatrice di eventi per varie realtà nell'area di Bolzano e Merano. Oltre all'ambito culturale, ha svolto esperienze di cooperazione internazionale e partecipa come volontaria a vari progetti di accoglienza e aiuto umanitario. Originaria della provincia di Verona, ha lavorato spesso all'estero tra Barcellona, Brasile ed Inghilterra, perchè le piace viaggiare inserendosi nel vivo della cultura locale. Considera gli ambienti interculturali un modo per aprire la mente e crescere personalmente. Oltre al viaggio, è appassionata di cultura, arte e attualità.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *